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giovedì 1 dicembre 2016


1 Dicembre 2016

Evviva, oggi ci siamo incontrate nuovamente dopo tanto tempo.
Per noi tutte è stato un bellissimo pomeriggio; purtroppo Grazia non c'era e l'aspettiamo per il prossimo incontro, in data da definire.
Tanti i titoli citati:
Vergine Giurata di Elvira Dones ed Aprile spezzato di Ismail Kadare, due autori albanesi con 2 temi veramente singolari, che raccontano di storie legate ad antiche e crudeli tradizioni del Paese.
Il Padrone del mondo di Benson, una grande profezia sul mondo che sarà, scritta nel 1907 e sorprendente per gli scenari e le situazioni che descrive, così attuali.
Camera con vista di Forster e Via dalla pazza folla di Hardy, 2 classici della letteratura inglese, consigliati a chi ama la letteratura inglese dell'ottocento/primo novecento, specialmente nelle serate fredde e piovose, con un the' ed un plaid in un caldo salottino.
L'anello di re Salomone di Konrad Lorenz, un capolavoro sempre attuale di affascinante e accattivante etologia, L'esercito delle cose inutili di Paola Mastrocola.
Siamo quindi passate alla letteratura russa: Delitto e castigo e I fratelli Karamazov di Dostoevskij, 2 opere corpose, ma da non perdere.
Follia di McGrath,storia avvincente ma cupa e tormentosa, che sonda la psiche dei protagonisti e narra di una passione letale.
Aggiungo infine 2 titoli consigliati da Corrado Augias: La scuola cattolica di Albinati e Qualcosa su Lehman, a detta di Augias 2 libri veramente meritevoli di essere letti.
Un grande abbraccio alle amiche di lettura e grazie per il tempo passato insieme, momenti speciali di inenarrabile piacere.

domenica 29 marzo 2015

Curarsi con i libri

E' il titolo del libro che più mi ha colpito tra quelli che abbiamo recensito nell'ultimo incontro.
Sicuramente è un libro singolare, scritto da 2 autrici inglesi che praticano veramente la biblioterapia!!
Tra tutte le cavolate che si trovano in giro attualmente, questa pratica mi sembra veramente degna di rispetto e vale la pena provarla. Chissà se quando mi manderanno in pensione non apra uno studio di terapia con i libri!!!
Tanti i titoli citati dalle nostre lettrici: L'estate in cui accadde tutto di Bill Bryson, piavevole e scorrevole " C’è un anno nella vita degli Stati Uniti in cui il Paese ha scommesso sul suo futuro, sulla fiducia, lo slancio, l’ottimismo. È il 1927, due anni prima della Grande Depressione, è l’anno di una stella del baseball, quel Babe Ruth diventato leggenda per i suoi fuoricampo e le sue continue trasgressioni, alimentari e sessuali....."  Ancora: Una donna diversa di Ann Tyler, Primavera da cani di Patrik Modiano . Beccaria di Michel Porret, ci spiega il pensiero del Beccaria in tema di pene e di delitti, distinguendo il crimine dal peccato. Il sogno di Bruno di Iris Murdoch, Quella sera dorata, di Peter Cameron : "Quando qualcuno si accinge a scrivere la biografia di qualcun altro, parenti e amici del biografato cercano quasi sempre di ostacolare un'iniziativa che, in un futuro minacciosamente vicino, li costringerebbe a leggere la solita compilazione di svarioni, congetture e voli di fantasia non autorizzati. È quindi ovvio che né la moglie, né il fratello, né l'amante del defunto Jules Gund, autore di un solo e venerato libro, desiderano che il giovane Omar Rezaghi si rechi nella tenuta di famiglia in Uruguay, e si impicci di faccende che non lo riguardano. È solo l'inizio di una commedia dove nessuna combinazione di fatti, sentimenti o rivelazioni è esclusa in partenza".
 Consigliato.
Il buio oltre la siepe : In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un "negro" accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l'innocenza, ma l'uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.  Un classico che non può mancare nel patrimonio culturale di ciascuno di noi.
Ancora: Canale Mussolini di Antonio Pennacchi, interessante e poco conosciuta storia della bonifica dell'Agro Pontino e dei coloni che trasmigrarono dal Nord, costretti dalla miseria e dalle vicende storiche della prima metà del secolo scorso.  Letture in corso: Madame Bovary e l'amica geniale.
 

martedì 3 febbraio 2015

Letture di Gennaio

Care amiche ad amici,
queste le ultime letture di cui si è parlato venerdì 30 gennaio:
Di Melania Mazzuco:
Vita - Il Museo  del Mondo - La lunga attesa dell'Angelo.
Scrittrice versatile e colta, nel museo del mondo presenta ed interpreta 52 opere.
Domenico Starnone: Segni d'oro
di Anne Tayler "Per puro caso"
 
"Finzioni" di Borges, libro di racconti non facile, che richiede grande concentrazione perché si entra in una finzione che sembra realtà; consigliato a chi si vuole impegnare per crescere culturalmente. Esempio di letteratura post modernista.
Momo di Ende, bellissima favola sul significato del tempo.
 
Il buio oltre la siepe, di Harper, un classico sempre piacevole e ricco di buoni sentimenti.
 
Grandi speranze di Dickens, l'autore ci presenta un'altra galleria di indimenticabili personaggi sullo sfondo della Londra ottocentesca, con i suoi fortissimi contrasti.
 
La verità sul caso Harry Quebert, di Joel Dicker, romanzo a sfondo giallo, ma non solo. Ci presenta una storia avvincente, dai mille colpi di scena, ambientata nella provincia americana.
 
Ci vediamo il 27 febbraio. Tantissimi auguri a Grazia, che si rimetta in forma e ci aggiorni sulle sue letture!

lunedì 22 dicembre 2014

Auguri di Natale

 
 
Tanti Auguri di un Felice Natale e Sereno Anno Nuovo in compagnia dei
 
nostri amati libri!
 
Ci vediamo il 30 Gennaio 2015
 
Marisa    Grazia   Rosa   Gloria
 
 
 
 

domenica 14 dicembre 2014

Ci vediamo il 19 dicembre per il tè!

Venerdì 19 dicembre ci troveremo per gli ultimi aggiornamenti letterari e per gli auguri di Natale.
Ricordo i titoli di cui abbiamo parlato il 21 novembre:
Giordano: Il corpo umano, Il nero e l'argento; Pennacchi: Canale Mussolini, che tratta della bonifica delle Paludi Pontine da parte dei Veneti.
Colin Dexter: il mistero del terzo miglio;
Massimo Fini: La ragione aveva torto? La rivoluzione illuminista, quella scientifica e quella tecnologica hanno davvero accresciuto il benessere degli uomini e migliorato la qualità della loro vita? "La Ragione aveva Torto?" affronta i grandi temi della vita sociale ma è anche un racconto di microstoria sulla casa, il cibo, la fatica fisica, i piaceri corporali e morali, il rapporto con l'ambiente naturale così come sono stati vissuti dall'uomo negli ultimi cinque secoli.
Giuseppina Torregrossa: La miscela segreta di casa Olivares.
Tolstoj Anna Karenina.

A presto
Gloria

venerdì 8 agosto 2014

8 agosto 2014

Cari amici ed amiche del blog,
proviamo a riprendere la nostra scrittura, dopo tanto tempo di inattività.
Si, ci siamo trovate di agosto, anche se solo in quattro, ed è stato un incontro breve ma intenso, che ci ha dato spunti di lettura  per le nostre imminenti e brevi vacanze.
Grazia ha letto tantissimo e ci da questi spunti: Il bordo vertiginoso delle cose, di Carofiglio; Splendore, della Mazzantini, da non perdere, caldamente consigliato! Nessuno si salva da solo, sempre della Mazzantini, ma con una stelletta sola; Paolo Giordano: Il corpo umano e sempre della Mazzantini: Manola.
Rosa ci ha parlato de L'arte di essere saggi, di Seneca, con testo originale a fronte, da non perdere anche per ripassare un po' di latino; Il Castello d'inganni, di Elisabeth George, per gli amanti del giallo inglese( a mio parere da non perdere); Maurizio De Giovanni: In fondo al tuo cuore, romanzo ambientato nella ormai consueta cornice della Napoli ai tempi del fascismo; e infine uno spunto originale: di Fergusson: Autostop con Budda: è la storia di un viaggio attraverso la strada dei ciliegi in fiori in Giappone, vista attraverso incontri con vari personaggi che il protagonista incontra in questo insolito viaggio.
Con Marisa si è parlato di Guerra e Pace, di Lev Tolstoj; Marisa, che finalmente ha terminato di leggere il monumentale romanzo, ce ne ha letto una pagina e sarebbe bello ogni tanto scegliere un brano del libro da condividere, perché questo stupendo romanzo racchiude in se tutti i sentimenti, i pensieri, i drammi, le gioie, la saggezza della vita.
Gloria sta leggendo Molto forte, incredibilmente vicino, di Safran Foer, ancora in corso di lettura, ma il romanzo si presenta interessante e molto originale.
Se possibile ci troveremo verso la fine di settembre in data da definire. Nel frattempo:
Buona lettura!!
 

sabato 25 gennaio 2014

La Generazione

Ieri finalmente, dopo una pausa forzata, ci siamo ritrovate per il thè delle 5. Pioveva forte ma niente ha fermato le lettrici.
Prima di tutto voglio dire due parole sul libro che ho letto di recente, La Generazione, di Simone Lenzi, un libro sulla storia di una coppia che ricorre alla procreazione assistita per appagare il desiderio di avere un figlio. Il romanzo è originale perché la vicenda è vista dalla parte dell'uomo, di solito figura in ombra in questi percorsi lunghi e difficili sia per lei che per lui. L'uomo in questione è una persona singolare: dotato di una grande sensibilità, ha scelto di fare il portiere di notte per soddisfare la passione per i libri; la vicenda della coppia si alterna con la storia di Simone, del percorso di ricerca che farà attraverso la storia della medicina in merito appunto alla generazione. Pretesto che porterà ad assonanze, rimandi, echi, ricordi che si intrecciano con il passato ed il presente. Finale non scontato né banale.
Molti ancora sono stati i titoli di cui si è parlato:
Momenti fatali, di Stefan Zweig, miniature storiche in cui si spiega come accadimenti storici importanti sono stati determinati da un quid che ha fatto virare appunto la storia in una direzione; così la conquista di Bisanzio, la morte di Cicerone, la resurrezione di Hendel e molto altro (+++)-
La condanna del sangue, di Maurizio De Giovanni, un giallo, parte di una serie, ambientato nella Napoli del fascismo: affresco eccezionale di quell'epoca (+++).
Grandi speranze, Dickens, bellissimo (+++)
Middlemarch, di George Eliot, prima metà dell'ottocento, affresco di vita provinciale, scritto bene, ma non entusiasmante (++).
Il sorriso dell'ignoto marinaio, Vincenzo Consolo, la storia romanzata del barone Enrico Piraino, che avendo trovato un dipinto, a bordo di una nave che va a Tindari, vede un uomo identico al ritratto; tutto si impernia su questa storia.
Philomena, romanzo da cui è stato tratto il celebre film, narra di una vicenda dolorosa, di un'epoca in cui si sottraevano i figli brutalmente alle ragazze madri per darli in adozione, con tutte le implicazioni di sofferenza delle mamme e dei figli.
Il prossimo appuntamento è per venerdì 28 febbraio.
Dunque non ci resta che leggere per condividere.
Gloria

domenica 22 settembre 2013

Meeting Jane Austen

Care amiche ed amici, mi scrive Cristina del Club di Jane Austen, segnalandomi il loro meeting, che potete visulizzare al seguente link:  http://www.clubjaneausten.it/images/stories/pdf/programma3rdmeetingaustenriccione.pdf, è possibile partecipare a tutte le giornate o ai singoli eventi. 
Mi raccomando diffondete la notizia
Gloria

lunedì 8 aprile 2013

Carissime,
dopo tanto silenzio un caro saluto a tutte!!
Sono stata qualche giorno fuori per evadere un po' e rilassarmi. Mi sono portata dietro Questo corpo mortale di Elisabeth George, che aiuta sempre!
Spero di poterci incontrare ancora con i nostri cari libri e vi ringrazio per essermi vicine sempre.
Gloria

domenica 6 gennaio 2013

Come mi batte forte il tuo cuore

Care amiche, oggi voglio parlarvi di questo bel libro scritto da Benedetta Tobagi su suo padre, Walter Tobagi, giornalista del Corriere della Sera, ucciso a soli trentatré anni a Milano nel 1980 dai terroristi della brigata XXVIII marzo. Benedetta aveva solo tre anni, ma l'immagine del padre riverso sull'asfalto e coperto di sangue non l'abbandonerà più come non l'abbandonerà il senso di vuoto che la sua morte le ha lasciato. "Io so che il sangue della vittima innocente resta impresso, indelebile, negli occhi dell'innocente testimone. Di mio padre, là sulla strada, dello scandalo intollerabile di ogni innocente ucciso, rimane negli occhi un grido: non chiama vendetta, piange un dolore senza fine". Come lei stessa dice, quella mattina i killer hanno ucciso anche la sua innocenza e per anni si è sentita non più figlia, ma orfana, combattendo non solo contro il suo dolore, ma anche contro gli stereotipi e le semplificazioni con cui si parla delle vittime del terrorismo rischiando un appiattimento che cancella la vera individualità. Ci racconta la difficoltà di vivere la normalità per chi è stato suo malgrado costretto a interpretare il ruolo di familiare di una vittima e il tentativo di dare un senso a tutto quello che era successo. Benedetta comincia così un intenso cammino di ricerca, da una parte di ricostruzione della figura del padre, attraverso la sua famiglia, le sue lettere, i suoi articoli, di cui pian piano si riappropria, e dall'altra di ricostruzione delle vicende storiche di quegli anni che affronta con determinazione e rigore. Si parla della mentalità perversa dei terroristi, della superficialità dello Stato, del non aver saputo e voluto vedere l'evidenza dei fatti, della testimonianza di uomini che hanno pagato la loro coerenza e il loro essere cittadini veri con la vita. E' giusto sapere, ricordare e non dimenticare "Esco rafforzata nella convinzione che di cultura della documentazione e di ricerca paziente abbiamo bisogno in Italia per superare lo scoglio del nostro passato ingombrante. Chiudo alle mie spalle la porta della stanza dei fantasmi, Aspetto, cullando la bambina che mi porto dentro, e domando con insistenza che si aprano nuove porte, nuovi archivi, tanti occhi e pensieri, per disperdere l'aria stagnante di un paese che puzza di chiuso e di troppa morte". Vicende private e analisi storiche si intrecciano in un libro bellissimo e denso di emozioni, a partire dal titolo, tratto da una poesia di Wislava Szymborska. http://www.ilpost.it/2012/02/05/ascolta-come-mi-batte-forte-il-tuo-cuore-ogni-caso-wislawa-szymborska/  Attraverso questo difficile cammino potrà non solo ritrovare il padre, ma soprattutto se stessa. Non a caso il libro si chiude con una lettera al padre  "Caro papà, scrivo per te una lettera da lasciarti insieme alla rosa ... Penso a te ogni giorno. Ogni mattina, quando apro i quotidiani, ogni volta che mi entusiasmo per qualcosa, quando devo prendere una decisione importante... Voglio ringraziarti perché mi hai dato la vita, due volte. Quando mi hai generata, e quando mi hai dato la forza di scegliere di lottare per essere viva, invece di lasciarmi sopravvivere, senza essere. ... Mi hai accompagnato incontro alla mia vita. Prendermi cura di te mi ha spinto ad aprirmi verso il mondo. Per te ho avuto fame di leggere, scrivere, conoscere, e non sono sazia. Rimpiango tutto quello che non abbiamo potuto fare insieme. Tutta la vita che ci è stata rubata. Vorrei che avessi conosciuto le persone che ho amato, i miei amici. Non abbiamo mai potuto litigare e fare la pace...  Papà, questo libro è la mia rosa per te. Per te, come tutte le cose importanti. Con tutto il mio cuore".
Per saperne di più vi rimando a questo bell'articolo di Roberto Saviano http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/terrorismo/libro-tobagi/libro-tobagi.html e a questo commento di Maurizia Morini  http://cle.ens-lyon.fr/italien/benedetta-tobagi-come-mi-batte-forte-il-tuo-cuore--93357.kjsp?STNAV=&RUBNAV=&RH=CDL_ITA000000 .
Un abbraccio. Rosa

venerdì 4 gennaio 2013

Nuove letture

Carissime,
spero che il periodo natalizio sia trascorso sereno per tutte. Come sapete, sto attraversando un periodo critico, ma lo vivo ormai alla giornata, riuscendo a ritagliarmi spazi dedicati a brevi passeggiate o alla lettura. Purtroppo questi pochi giorni di ferie che ho preso stanno velocemene esaurendosi.....
Ho terminato la lettura di "Qualunque cosa succeda" di  Umberto Ambrosoli. Il padre, Giorgio Ambrosoli, per 5 anni commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, venne ucciso a Milano da un killer nel 1979.
Il figlio, che all'epoca era bambino, ricostruisce la storia del padre sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e di documenti e carte processuali. La figura dell'avvocato Ambrosoli che emerge dal racconto è quella di un uomo che consapevolmente cerca la verità,  indagando nel  sistema finanziario corrotto creato dal finanziere, convinto di stare svolgendo un dovere civico verso il Paese.
Emerge la figura di un uomo coerente con i propri ideali di libertà e responsabilità, che consapevolmente va incontro ad un destino fatale per non tradire questi principi e svolgere il compito che gli è stato affidato.
Il libro in molte pagine mi è risultato pesante, in quanto vengono ricostrute tutte le transazioni finanziarie e le manovre anche politiche  di Sindona, tuttavia  l'insegnamento etico ed umano pervade tutta la storia e la eleva al di sopra delle pedisseque descrizioni di intrecci economico- finanziari.
Ho poi letto "1984" di Orwell e ringrazio Rosa per avercelo raccomandato.
Condivido pienamente quanto detto da Rosa sul libro, specialmente riguardo gli spunti di riflessione che ci offre anche sul mondo in cui viviamo.
Spero di poterne presto parlare insieme dal vivo.
Dunque a presto!
Un abbraccio a tutte le mie care amiche.
Gloria

Limbo

Approfitto delle vacanze per postarvi il commento a qualche altro libro che ho letto in questi mesi. Comincio da "Limbo", un romanzo di Melania Mazzucco, una lettura piacevole, anche se devo riconoscere che sono un po' parziale nel mio giudizio visto si tratta di una scrittrice che a me piace molto, sia per la modalità di scrittura (stile, cura del registro linguistico, etc) che per l'accurato lavoro di ricerca che c'è dietro ogni suo libro (ricordate lo straordinario libro sul Tintoretto di cui vi avevo parlato diverso tempo fa?). Non è una scrittrice da un romanzo ogni sei mesi! Questo fa sì che i suoi libri non sono mai banali e si leggono sempre volentieri. In questo caso la Mazzucco affronta il tema delle donne nelle missioni "di pace" in zona di guerra attraverso la storia di Manuela Paris che, attraverso la realizzazione del suo sogno di diventare un alpino, cerca di emergere dalla vita scialba di provincia e dalle lacerazioni della sua famiglia. Ma tutto viene rimesso in gioco: Manuela è coinvolta in un sanguinoso attentato e si ritrova proiettata in un limbo in cui rimane come sospesa, nei ricordi, nel dolore, nella disillusione, cercando di rimettere insieme i cocci della propria vita andata in frantumi. Infatti "Niente è tornato indietro intero. Niente è sopravvissuto. Nè le cose nè le idee, nè le speranze nè i sogni nè i ricordi. Nemmeno lei". L'Autrice dipana la storia attraverso una narrazione su due piani paralleli: "live" dove vengono raccontati gli avvenimenti che si svolgono dopo il suo ritorno a casa, a Ladispoli, e "homework" dove c'è la narrazione di quanto è accaduto in precedenza e che noi ripercorriamo riscoprendolo pian piano insieme alla protagonista. E' come alzare lentamente un velo e non tanto sulla storia che, come spesso accade nei romanzi della Mazzucco, a un certo punto diventa poco rilevante, quanto sulle persone. Ognuno ha una sua storia, la sua vita, il suo limbo dove rimane imprigionato, ma dove è consapevole che c'è qualcosa di più a cui tendere e sperare. Alla fine ti accorgi che si tratta di un libro molto più complesso e il tema della donna soldato è solo uno spunto, l'interrogativo è più profondo. Le pagine di homework sono le più belle, in particolare le descrizioni dell'Afghanistan: ti sembra di esserci e mentre leggi da un momento all'altro ti aspetti che chiudendo il libro scivoli anche sul tuo pavimento la sabbia gialla e rossa del deserto di Farah. Se ne volete sapere di più c'è comunque un bel commento qui http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_recensione.asp?id_contenuto=3729293 .  Rosa

martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale!

Carissime, dopo un lunghissimo silenzio, eccomi ancora qua a farvi gli auguri più cari di buon Natale. Non è un momento facile per alcune di noi per vari motivi, ma che la Speranza non ci abbandoni mai e ci renda comunque e nonostante tutto sereni. Spero tanto che possiamo presto rincontrarci di persona, ma intanto utilizziamo questo mezzo per condividere pensieri e letture. A proposito di letture, vista la giornata di oggi, vi presento uno dei libri che ho letto negli ultimi tempi. Si tratta di "Il paese dei bambini che sorridono" di Pam Cope, non siamo di fronte a della letteratura, ma a un libro semplice, ma vero e interessante. E' infatti la storia di Pam Cope, una donna come tante altre che vive un'esistenza come tante altre, famiglia, figli, lavoro, amicizie, benessere, che improvvisamente viene sconvolta da una tragedia, la morte del figlio. Tutto il suo mondo si briciola e anche lei rischia l'annientamento fisico e psicologico, ma per una serie di circostanze questa donna riesce a trasformare la proprie lacrime nel sorriso di tanti. E' bella una delle sue citazioni "una coincidenza è un piccolo miracolo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo" perché, per chi ha fede, quello che le capita è davvero un miracolo. Non solo riuscire a riemergere dall'abisso di dolore in cui era caduta, ma soprattutto a fondare l'associazione Touch A Life che si impegna appunto a dare un sorriso a bambini che hanno bisogno di aiuto in diverse parti del mondo. E' un'opera in cui si è impegnata in prima persona, prima in Vietnam, poi in Cambogia, infine in Ghana. Come vi dicevo è una storia che senti vera in ogni pagina, nella descrizione della sua vita normale, della tragedia che ha vissuto e della realtà di un mondo lontanissimo dalla nostra concezione. Ti scuote soprattutto la descrizione dei bambini schiavi in Ghana utilizzati nella pesca, si stima che siano settemila. E questa è solo una parte dei bambini che vivono in situazioni per noi inimmaginabili.  Si pensa che sia impossibile liberarli tutti, ma Pam ci dice che invece è facile, basta fare ciò che possiamo e prenderne uno alla volta perché Uno è Più di Nessuno! Un caro abbraccio a tutte voi. Rosa 

domenica 30 settembre 2012

Domenica al teatro

Care amiche, volevo segnalarvi che sono usciti i cartelloni con le stagioni teatrali di Lucca e di Pisa, con diversi spettacoli interessanti la domenica pomeriggio.Dateci un'occhiata.  Quest'anno ho visto che c'è qualche spettacolo di domenica anche al teatro Goldoni, ma non è specificato l'orario, quindi al momento non so dirvi se si tratta di pomeridiane (sarebbe una bella novità!). Rosa

L'Aspra Stagione

Ancora un tassello del puzzle che sto componendo per capire, a modo mio, la storia degli anni di piombo del nostro Paese. Dopo il libro di Mario  Calabresi e quello della madre di Valerio Verbano, ecco l'"Aspra Stagione", di Tommaso De Lorenzis e Mauro Favale, due giovani giornalisti che raccontano uno spaccato che va dai '70 agli '80, attraverso la storia di Carlo Rivolta. Giornalista di Paesa Sera, poi di Repubblica, infine di Lotta continua, Rivolta non è solo un testimone dei fatti che si succedono in quegli anni, ma uno che si mette in gioco completamente, protagonista lui stesso delle lotte studentesche e dei movimenti operai di quegli anni.
Non solo, le sue cronache raccontano anche il terremoto dell'Irpinia e la tragedia di Alfredino Rampi, come anche l'America dei primi anni '80, con la fine dei miti giovanili degli anni sessanta.
La figura di Carlo Rivolta è quella di un giornalista che scrive con grande rigore morale, senza cedere alle esigenze dell'editore, ma anche quella di una persona  tormentata e sola, che finisce per cadere nella schiavitù dell'eroina, non comprendendo all'inizio di stare imboccando una strada senza uscita. Muore in una notte di febbraio dell'82, più o meno volontariamente, quando capisce che per lui non c'è più scampo dalla maledetta droga.  
Giudizio più che positivo sul libro, in particolare ho trovato molto interessante la storia del rapimento Moro e inoltre scritto in modo molto originale: è stato un po' come zizagare per Roma e per l'Italia degli anni '70 con una vecchia 500.  Purtroppo ti lascia l'amaro in bocca per quel"cronista di ieri che non potè vedere l'oggi, ma ne sentì il fetore in avvicinamento".
A GIOVEDI' 4.
Gloria

sabato 29 settembre 2012

Ultime letture estive

Carissime amiche, Grazia in questi giorni ci segnalava una mancanza di post sul nostro blog ormai da diverso tempo. Un appello: non lasciate solo a me e a Gloria il compito di arricchire questo nostro angolo perché è un periodo in cui siamo sempre più pressate dal lavoro e poi sarebbe comunque più interessante sentire le voci di tutte. Comunque di me non vi liberate facilmente e quindi eccomi qui a proporvi le mie considerazioni sulle ultime letture di questa estate. Intanto partiamo dall'ultimo romanzo di Elizabeth George "Questo corpo mortale" che vede il rientro a Scotland Yard dell'Ispettore Linley, la squadra è però coordinata dall'Ispettore Ardery che con il suo comportamento non sa certo catalizzare le simpatie nè dei lettori nè dei suoi collaboratori. L'enigma riguarda l'omicidio di una ragazza in un cimitero di Londra e le azioni si dividono tra questa città e la New Forest, in un ambiente che sembra quasi di altri tempi. La matassa è come sempre molto intricata, ma lentamente si dipanerà. La George usa l'interessante tecnica narrativa, già adoperata in altri suoi romanzi, di una narrazione parallela tra due vicende, avvenute in tempi lontani fra loro e che apparentemente non hanno alcuna connessione. A mio avviso però viene adoperata in maniera eccessiva e alla fine appesantisce troppo il romanzo. C'è poi un'eccessivo dilungarsi su particolari che vogliono suscitare solo raccapriccio nel lettore, già riscontrato in particolare negli ultimi romanzi. Anche la trama in certi momenti mi è sembrata un po' forzata. Insomma non è il migliore romanzo di questa Autrice che ho letto e mi ha un po' deluso. Un libro mi aveva poi colpito in libreria, "L'albergo delle donne tristi" di Marcela Serrano. Mi intrigava l'idea di un albergo gestito da donne per donne in cerca di conforto dove si intrecciano storie molto diverse tra loro ed è possibile condividere sogni ed emozioni. La presentazione era quella di "un grande romanzo dedicato alle ombre dell'anima femminile" e quindi mi sono buttata nella lettura. Il consiglio? Non leggetelo. Sono arrivata faticosamente fino in fondo per forza di volontà nella speranza di trovare alla fine qualcosa di valido, ma è stato sempre peggio. La prima parte, "la ballata del cuore infranto" presenta l'arrivo all'albergo della protagonista, Floreana, l'incontro con Elena, la donna che gestisce l'albergo, e le altre ospiti, con il loro carico di problemi. Non c'è un vero approfondimento psicologico, nè riesci ad entrare in sintonia con nessuno di loro, Elena poi è odiosa nella sua perfezione. La seconda parte "La Quarta di Brahms" è una lunghissima ed estenuante lettera in cui la sorella di Floreana racconta ad Elena perché Floreana è in questo baratro di tristezza: tutto sembra legato alla morte di una terza sorella. In realtà mi pare che il problema sia in realtà la mancanza di un uomo come poi di fatto per tutte le ospiti dell'albergo. Nella terza parte "Rara, como encendida" il percorso di Floreana nel suo soggiorno. Non mi dilungo, ma mi rifiuto di credere che questo è l'universo femminile. Avevo bisogno di una boccata di buona letteratura e tra gli scaffali ho ritrovato " Le notti bianche" di Dostoevskij, una rilettura che mi ha riconciliato con i libri. Che dire di un classico? Che se non l'avete letto, leggetelo. Il sottotitolo, "dalle memorie di un sognatore", vi presenta già il protagonista che, in prima persona, racconta quattro notti che vedono nascere l'amore e l'abbandono. Splendide le prime pagine in cui viene descritta San Pietroburgo e la notte entra subito in campo come protagonista già nell'incipit: "Era una notte incantevole, una di quelle notti, come ci possono forse capitare solo quando siamo giovani, caro lettore". Quattro notti e poi un mattino che non porterà più luce, ma meglio farà vedere l'oscurità, anche se per sempre rimarrà un intero attimo di beatitudine "Ed è forse poco seppure nell'intera vita di un uomo?" Bellissimo! Sempre per andare sul sicuro sono poi passata a un libro di cui avevo sempre sentito parlare e di cui conoscevo la trama, ma che non avevo mai letto: "1984" di George Orwell. Il genere è quello della fantascienza  antiutopistica o dell'utopia negativa, in cui vengono proiettate nel futuro disagi e preoccupazioni presenti, che ha visto proprio in questo testo come nel "Il mondo nuovo" di Huxley, i propri capostipiti. Il mondo che ci viene rappresentato è un mondo basato sull'odio, sulla violenza e sullo squallore dove non esiste più alcuna libertà e le persone sono costantemente controllate dal Grande Fratello. Il sospetto pervade ogni cosa, non c'è spazio per le relazioni umane, per la cultura, per la religione. Per il Partito non è sufficiente controllare le azioni, ma è necessario controllare il pensiero.  Non voglio raccontarvelo nei dettagli perché vi consiglio di leggerlo: è scritto molto bene e decisamente interessante, la narrazione in terza persona con uno stile essenziale ed asciutto ti coinvolge nella storia facendotela vivere e il finale non è per niente banale nè scontato. Un mondo assurdo, ma non più di tanto: Orwell giustamente vuole  evidenziare il pericolo insito nell'appiattimento delle coscienze e dei sentimenti, nella massificazione della società, nella manipolazione dell'informazione. Infatti fortunatamente non viviamo nel mondo descritto in "1984", ma alcuni elementi presenti nel libro con i suoi effetti sono comunque presenti anche nel nostro mondo. Un abbraccio a tutte. Rosa

sabato 18 agosto 2012

Letture estive

  Care amiche, Gloria nel suo post ha centrato quale era il mio giudizio sui libri che avevo letto. "Mr Gwyn", il libro di Baricco, pur essendo scritto molto bene e partendo da un'idea originale (quella di uno scrittore che "dipinge" con le parole dei veri e propri ritratti delle persone che posano davanti a lui facendoli avvicinare a quella che è la loro realtà più profonda) non mi ha saputo prendere nè emozionare. Sarà un problema mio con questo autore! Diverso il libro di Franco Di Mare, una scrittura non letteraria, ma più da giornalista, come è d'altra parte l'Autore, che con molta semplicità racconta una storia vera, quella dell'amore a prima vista di un inviato di guerra con una bambina. E' la sua storia e questo trapela in tutto il libro. Fa da sfondo la guerra nella ex Jugoslavia descritta con tratti significativi. Ho ritrovato nelle sue descrizioni quanto ho provato lo scorso anno quando, durante un pellegrinaggio a Medjugorje, sono stata a Mostar. Tutto è ormai ricostruito materialmente, ma una città dove convivevano pacificamente e in modo anche originale più religioni adesso è ancora divisa e ci sono sempre quelli che stanno "dall'altra parte". Una distesa di croci sulle colline e nei giardini della città testimoniano tutto l'orrore che c'è stato. Bellissimo "Avevano spento anche la luna" dove l'Autrice racconta, prendendo spunto da vicende realmente accadute, la tragedia del genocidio in Lituania da parte di Stalin. Non è certo un libro da ombrellone, ma lo consiglio perchè credo che sia importante mantenere la memoria di questi avvenimenti sia per rispetto verso le vittime sia per ricordarci come è facile per l'uomo cadere nella barbarie. Questo è poi un capitolo di storia che io ad esempio non conoscevo assolutamente. E' un libro scritto molto bene, che ti prende dalla prima pagina fino alla fine. La narrazione è in prima persona, ma gli avvenimenti del presente vengono messi a stridente confronto con  racconti sereno passato che li rendono ancora più tragici. Pur nella crudezza del racconto l'Autrice non indulge nel voler  suscitare  nè raccapriccio nè pietismo, ma vera "compassione" e invito comunque alla speranza, trovando briciole di umanità anche in questo orrore. Non perdetelo! 
Dopo il nostro incontro, oltre agli ultimi libri che mi erano rimasti da leggere del Commissario Montalbano, una vecchia conoscenza e, per me, una novità.
La vecchia conoscenza è Jonathan Coe con il suo "Questa notte mi ha aperto gli occhi". E' la terza opera di questo Autore e quindi rivela dei tratti ancora di immaturità: niente a che vedere con il livello di altri romanzi successivi e quindi non è certo il libro adatto per avvicinarsi a questo scrittore, ma per chi ha letto molte sue opere può valere la pena per conoscerlo meglio. Già si vede la capacità di scrittura capace di coinvolgerti, l'utilizzo sapiente del flash-back, l'ironia, il mettere a nudo il disagio di una generazione incapace di comprendere la propria identità e di dar seguito ai propri sogni. Il filo conduttore è la musica, ma con una serie di descrizioni tecnicistiche che, per chi come me conosce giusto le sette note, impossibili da seguire e quindi costantemente saltate nella lettura. Nel finale purtroppo si perde completamente e mi sembra decisamente tirato per i capelli. La novità è Marco Malvaldi e le sue inchieste ambientate sul litorale tra Livorno e Pisa nell'immaginaria Pineta (ma per chi conosce i luoghi è facile capire quale è il vero riferimento). Io ho letto il suo primo libro "La briscola in cinque" e devo dire che è stata una lettura divertente. Non è un  vero romanzo giallo (io ho capito subito il colpevole, gli indizi non erano riportati in modo corretto, etc), ma l'inchiesta è più che altro la scusa per raccontare lo spaccato di una società. Siamo, a mio avviso, lontani anni luce da altri Autori che raccontano ambientazioni: senza riprendere il solito Camilleri, pensavo anche a Marco Vichi e Andrea Vitali; inoltre la scrittura non è eccezionale, basata fondamentalmente sul dialogo serrato, e il racconto è spesso infarcito di stereotipi (il calabrese duro di comprendonio, il livornese catena d'oro e gilet di pelle sul torace nuodo, etc). Comunque, nonostante questo, per passare alcune ore, il libro si legge facilmente e piacevolmente. Il  "barrista" Massimo, ma soprattutto i vecchietti del Bar Lume, nonno Ampelio, Aldo, il Rimediotti e il Del Tacca, sono delle vere e proprie figure che con le loro battute in vernacolo non possono fare a meno di farci sorridere e in questo periodo non è comunque poco.
 A lunedì. Rosa

sabato 21 luglio 2012

Paura e carne di Giorgio Todde

Ho letto con grande interesse questo libriccino portatomi dalla Sardegna, di un autore per me sconosciuto: Giorgio Todde,di professione medico oculista.   
Efisio Marini, il protagonista del romanzo, è un personaggio creato da Todde già nel primo romanzo di esordio ed è un medico realmente vissuto nella seconda 0metà dell'Ottocento. La sua competenza originalissima era di imbalsamare i cadaveri e viceversa di restituire al corpo, rigido nella morte, l'elasticità di un vivente. In questo romanzo, Marini ha l'incarico di imbalsamare tre vittime di una lunga serie di omicidi inspiegabili avvenuti nella sua città sul mare (in cui è facile riconoscere Cagliari). Questa commissione lo stimola a iniziare delle personali indagini sui tragici eventi densi di mistero occorsi in città, indagini che si scontrano con la facile soluzione data dalla polizia e che aprono a un intricato giro di traffici con l'altra sponda del Mediterraneo, quella africana, da cui partono droghe e passioni che hanno come esito la morte e il dolore.
La razionalità positivista del medico s'infrange così contro un universo oscuro e doloroso che mostra come l'infelicità e la povertà possano arrivare a produrre anche un'umanità spietata e pronta a tutto.

http://www.italialibri.net/opere/pauraecarne.html
Inserisco un link con un'interessante recensione
Gloria

Saluti da Ortisei in Val Gardena!!

Ciao a presto
Gloria

sabato 14 luglio 2012

Giovedì 12 luglio

Come al solito abbiamo parlato delle nostre recenti letture:
Vito Mancuso : Io e Dio (- )
Margherita Oggero : L'amica americana ( + )
Baricco : Mr. Gwyn ( - + )
Franco di Mare : Non chiedere perchè (++ )
Ruta Sepetys : avevano spento anche la luna (+++ ) attenzione bello e tristissimo
Carla Verbano : Sia folgorante la fine (+++ )
Jorge Amado : Mar Morto ( + )
Oriana Fallaci : Un cappello pieno di ciliege (+ )

Tranne nell'ultimo titolo, che ho letto personalmente, ho messo i + e i  - sulla base di quanto ho recepito dalla nostra conversazione, relata refero....
Oggi mi hanno regalato un giallo di Giorgio Todde, uno scrittore sardo, che mi è stato portato da Santa Teresa di Gallura. Mi accompagnerà in montagna, insieme ad altre letture che cercherò domani alla Gaia Scienza.

Carissime, sto preparandomi per la partenza verso la Val Gardena; ci vedremo LUNEDI' 20 AGOSTO con le coraggiose che restano in città. Lucia, se ci sei batti un colpo!! Ci hai abbandonato!!
Dove le trovi delle persone come noi? Forse in Provenza? No, non lo crediamo proprio...Ti aspettiamo, dai fatti viva.
Baci a tutte
Gloria