domenica 9 marzo 2008
mercoledì 27 febbraio 2008
Carissime, ho terminato l'altro libro di Jonathan Coe "La banda dei brocchi".
Prima dell'incontro di domani come di consueto condivido le mie impressioni.
A me è piaciuto moltissimo, mi ha regalato tante emozioni ed ha suscitato tanti ricordi.
E' un viaggio che comincia nell'Inghilterra del 1973 e percorre tutto un decennio, descrivendo la realtà quotidiana di un gruppo di adolescenti e delle loro famiglie, gli eventi di un microcosmo sullo sfondo dei quali ci sono la società, la cultura, la politica di un'epoca.
La tecnica è sempre quella del flash-back a cui Coe ci ha abituato: dall'incontro nel 2003 a Berlino di due giovani, Sophie e Patrick, figli di due dei protagonisti, parte il racconto di una storia che concentrandosi di volta in volta su un personaggio, allarga progressivamente lo sguardo al mondo che vi ruota intorno. Un romanzo corale con storie che si intrecciano tra di loro e che si intrecciano con la Storia, in un'Inghilterra divisa e scossa dalla violenza.
La narrazione è varia, si alternano punti di vista diversi, si ntrecciano articoli della rivista scolastica "La bacheca", appunti autobiografici, pagine di diario, lettere, …. , alla fine del romanzo abbiamo anche un flusso di coscienza (meno male con qualche residuo di punteggiatura rispetto a Joyce!): non sempre è facile da seguire, ma è avvincente.
Come in altri romanzi, penso ad esempio a "La pioggia prima che cada", la contestualizzazione avviene attraverso le descrizioni degli abiti, della musica, degli atteggiamenti.
Gradualmente accompagnamo i protagonisti nella loro esperienza liceale fino alle loro scelte successive, spesso forzate dagli avvenimenti, ma accompagnamo anche l'Inghilterra nel passaggio al thatcherismo.
Tanta ironia in questo romanzo, ma anche tanta nostalgia.
Un caro saluto.
Rosa
mercoledì 13 febbraio 2008
Gioco
L'argomento ha a che vedere con i libri dal momento che trovate questo gioco (con relativa soluzione), in un libro il cui titolo vi svelerò poi.
Supponiamo che io disponga di 5 dischetti, tre di colore bianco e due di colore nero.
Chiamo tre persone in una stanza (supponiamo Gloria, Rosa e ... non ricordo altri nomi, diciamo Giovanna) e fisso sulla schiena di ciscuna di voi tre un dischetto.
In questo modo, ciascuna di voi può vedere il colore del dischetto posizionato sulla schiena delle altre due, ma non il proprio.
Il gioco consiste in questo:
Ognuna di voi deve indovinare il colore del dischetto che ha sulla propria schiena e, una volta indovinato deve uscire dalla stanza e venire da me dicendomi il colore del proprio dischetto e spiegandomi come ha fatto a indovinare.
Alcune semplici e intuitive regole sono:
-non potete parlare tra di voi, ne comunicare in altro modo
-non potete staccare il dischetto che avete sulla schiena
-non potete tirare a indovinare (né valgono calcoli di probabilità).
Il gioco inizia e una ipotetica giocatriche (diciamo Gloria, ma il discorso vale per tutte) vede che:
- le altre due hanno entrambe un dischetto di colore bianco
- nessuna delle due esce dalla stanza, il che significa che nessuna delle due ha indovinato (altrimenti verrebbe a dirmi la soluzione)
Tenete bene a mente che entrambe le informazioni sono preziose (cioè che Gloria vede due dischetti bianchi e che osserva che nessuna delle altre due ha indovinato) e ricordate che i dischetti disponibili sono in totale tre bianchi e due neri.
Di che colore è il dischetto che è fissato sulla schiena di Gloria ?
A presto.
venerdì 1 febbraio 2008
"La pioggia prima che cada"
Cari amici a che punto siete? Io ho terminato "La pioggia prima che cada" e condivido quindi le mie impressioni.
L'ho letto tutto d'un fiato sia perché la storia è riuscita a coinvolgermi sia perché Coe scrive, come sempre, in un modo piacevole e scorrevole.
Sinceramente mi sono piaciuti molto di più "La casa del sonno" e "La famiglia Winshaw" e credo che forse chi ha letto questi due libri può rimanere deluso perché non ritrova la stessa originalità o elementi come l'ironia, la coralità dei personaggi, l'analisi sociale e storica.
Ho ritrovato con "La casa del sonno" alcune corrispondenze come la tematica dell'omosessualità e soprattutto la bella scena della spiaggia in riva al lago.
Credo comunque che sia giusto che uno scrittore non sia ripetitivo e possa cimentarsi in esperienze narrative diverse. In questo romanzo la trama è più lineare, il tono più uniforme.
Mi è piaciuto l'espediente delle fotografie attraverso le quali Rosamond, in prima persona, racconta ad Imogen la sua storia e ricostruisce le vicende di una famiglia attraverso tre generazioni, dalla seconda guerra mondiale al nuovo millennio: il racconto perde in approfondimento, ma ne guadagna in scorrevolezza ed in coinvolgimento. Come spesso avviene, il flusso dei ricordi non segue una linea logica e temporale precisa, ma affiora in modo disomogeneo suscitato dalle immagini che anche noi, come Imogen, non possiamo vedere, ma Rosamond con le sue descrizioni ci immerge nei colori e nei profumi del paesaggio inglese, ci fa conoscere i vari personaggi e ci fa avvertire lo scorrere del tempo.
Oltre la memoria una tematica fondamentale è l'anaffettività materna che segna in maniera inesorabile, nel corso delle generazioni, il destino dei personaggi che sono allo stesso tempo vittime e carnefici: il dolore di non essere amati genera a sua volta dolore e disperazione, l'aridità produce aridità, le ferite subite non guariscono mai. Il passato in realtà non passa mai completamente e continua a manifestarsi nell'esistenza delle persone, condizionandone scelte e comportamenti. Mi ha colpito che paradossalmente a volte gli artefici di questo enorme dolore sono in altri contesti persone apprezzatissime, a dimostrazione del fatto che un individuo è psicologicamente complesso e presenta sempre diverse sfaccettature.
La fine, ma non la voglio anticipare, mi è piaciuta meno perché mi è sembrata per le troppe coincidenze davvero forzata.
Bello invece il titolo che esprime la domanda di fondo che percorre il libro: nei destini delle persone c'è un disegno, un senso, oppure tutto è frutto di coincidenze? una domanda che rimane senza risposta, perché se la rivelazione, come la pioggia prima che cada, è comprensibile nel pensiero, non è possibile nella realtà.
Inserisco i link di una recensione che mi è sembrata interessante e di una intervista con l'autore.
http://www.stradanove.net/news/testi/libri-07b/lapic1211071.html
http://www.stradanove.net/news/testi/libri-07b/lapic1911071.html
Rosa
venerdì 25 gennaio 2008
ANNO NUOVO LETTURE NUOVE
| Il tema principale dell'incontro di Gennaio è stato quello de " Le Confessioni", che abbiamo iniziato a leggere e che continueremo strada facendo, discutendone man mano. Non è un testo da leggere tutto d'un fiato, conviene leggerlo a brevi capitoli e riflettere. E' stato detto che questo libro nel corso del tempo ha avuto diverse interpretazioni, da libro di meditazione, poi storico, infine di analisi psicologica. "Dipende dal lettore, dalla sua mentalità, dal suo proprio orientamento psicologico, la maggiore attenzione rivolta a questo o quell'elemento" ( Christine Mohrmann ). Cristina ha letto di recente " via delle Oche" di Carlo Lucarelli, L'Isola dell'angelo caduto, e infine La finestra di Mario Soldati, autore sempre piacevole: la storia parte da un quadro che due persone vedono ad una mostra; la donna riconosce un particolare della propria casa, appunto la finestra... Lucia ha letto L'arte della semplicità di Dominique Loreau, un testo che ha acquistato qualche giorno fa a Parigi, dove è stata ancora una volta, suscitando una certa invidia da parte di tutte noi....ha acquistato numerosi altri libri, che a lei servono anche come studio della lingua. Grazia ci ha parlato con entusiasmo di " Un Uomo " della Fallaci, che parla della vita di Panagulis ed è veramente struggente. Rosa ha letto La casa del sonno e la famiglia Winshow di Jonathan Coe, che ha apprezzato moltissimo. Riagganciandomi a questo ho proposto come libro del mese La pioggia prima che cada, dello stesso Coe e per chi vuole approfondire il tema del post modernismo La condizione post moderna di Jean Francois Lyotard ( Feltrinelli ) , un saggio sulla società post moderna, la nostra. Infine cito la mia ultima lettura: il Giardino di cemento, di Mc Ewan, libro incentrato su una torbida storia familiare un po' angosciante. Ha richiamato alla memoria di Rosa e Cristina il signore delle mosche, anch'esso molto angosciante.....per l'uso prolungato di queste letture consultare il medico. Ci sono tante iniziative promosse dal Comune nell'ambito del programma " Itinerari livornesi". Consultare il sito del Comune e poi scrivere possibilmente sul blog se qualcuno partecipa!! Prossimo appuntamento per il thè delle 5 giovedì 28 febbraio. Gloria |
martedì 22 gennaio 2008
incontro del 23 gennaio
| La gita a Lucca di domani è saltata,un po' per motivi di salute, di lavoro, ecc. delle varie compenenti del gruppo e un po' perchè penso che non tutte ne avessero una gran voglia. Non importa, anzi è giusto che ciascuno faccia le cose se ci tiene veramente!! Ci troveremo alle 5 da me per il the'. Sto leggendo Le Confessioni, libro molto particolare che non mi sta entusiasmando, ma che leggo comunque volentieri perchè ritengo che sia una tappa importante di un percorso culturale. Ho terminato intanto Il giardino di cemento di Mc Ewan, di cui vi parlerò domani. Prossimo obiettivo terminare " La pioggia prima che cada" di Coe, regalatomi da Salvatore e di cui mi ha parlato in termini entusiastici Claudio, che lo ha finito ieri. Questo libro appartiene alla corrente del post modernismo di cui avevo già fatto cenno in precedenza e che mi propongo di approfondire con molte altre letture che ho già pronte sul comodino....praticamente il mio comodino non si vede quasi più, c'è una pila di libri tipo torre di Pisa. Ciao Gloria |
martedì 1 gennaio 2008
BUON ANNO!!
| Buon 2008! Appuntamento il 23 gennaio ore 9.11 alla stazione di Livorno con destinazione Lucca, dove andremo a visitare una interessante libreria e anche qualche scorcio della bellissima città. Portarsi dietro " Le confessioni di Sant'Agostino", libro del mese, che è pubblicato sia in forma integrale che sintetica; anche se non si fosse letto tutto non importa, ne inizieremo a discutere in treno, sperando che non ci prendano per squilibrate ( o forse lo siamo davvero? ) A presto. Un abbraccio alle mie care amiche e a tutti coloro che seguono il blog. Gloria |