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venerdì 2 settembre 2011

"La Mennulara"

Care amiche, avevo piacere di scrivere un commento su uno dei romanzi che vi ho presentato nell’ultimo incontro. Bulgakov e Fitzgerald sono autori molto conosciuti per cui preferisco approfondire il libro di Simonetta Agnello Hornby, “La Mennulara”. E’ il romanzo di esordio di questa scrittrice siciliana che ormai da anni vive in Inghilterra dove svolge il suo lavoro di avvocato. Ho letto su internet giudizi spesso negativi di persone che confrontavano l’Autrice con “Grandi “della letteratura come Verga e Pirandello o a romanzi come "I Vicerè" e "Il Gattopardo"! Con questo tipo di confronti dovremmo buttare a mare la maggior parte dei libri che circolano in questi anni… Quindi non pensando di trovarci di fronte un capolavoro che eguagli i citati Autori, la cui lettura ha comunque sicuramente influito su questa scrittrice (vedi la descrizione della decadenza del palazzo nobiliare visto come un guscio vuoto, l’esordio del romanzo con un funerale, la passione per “la roba”, la miseria, la prepotenza sugli indifesi, la sfaccettatura della persona e della verità…) possiamo invece cimentarci in una lettura estremamente piacevole e di buon livello. La struttura del romanzo è in piccoli capitoli con titoli che ne anticipano in modo arguto il contenuto, c’è un uso ripetuto del passato remoto, un utilizzo molto contenuto del dialetto, la scrittura è fluida . La storia incomincia con la morte di Maria Rosalia Inzerillo, la Mennulara (la raccoglitrice di mandorle) e ruota tutta intorno alla sua figura. In paese tutti la conoscono e in qualche modo hanno avuto a che fare con lei, ma questa conoscenza è molto superficiale perché in realtà pochi sanno chi fosse veramente questa persona. La storia della Mennulara verrà così ricostruita, come un mosaico, attraverso i commenti, le riflessioni, le testimonianze, i ricordi, le maldicenze, dei suoi compaesani , ciascuno dei quali costituisce un io narrante che darà il suo contributo a tratteggiarne il ritratto. Tante opinioni, tante voci, tanti sentimenti, ognuno porta un pezzetto di verità, la sua verità e getta luce su questa vicenda. E’ bellissimo e a volte divertente questo racconto corale che, oltre a farci pian piano entrare nella vita della Mennulara, ci mostra uno spaccato interessante della società di un paese della Sicilia del secolo scorso con i suoi pettegolezzi e le sue chiacchiere che rimbalzano dalla canonica alle case dei contadini, dalle portinerie ai palazzi nobiliari, ai circoli rigorosamente per soli uomini . Dal sorriso si passa gradualmente all’amarezza e alla pietà. Il ritratto che emerge è quello di una donna intelligente, forte, generosa, coraggiosa, una donna che ha subito dagli uomini e dalla vita, che è stata umiliata e offesa, ma ha saputo trovare il suo riscatto e sfidare le convenzioni sociali. Una figura imponente e ricca di dignità nei confronti della quale gli altri personaggi non possono apparirci che sbiaditi e meschini. Come vi dicevo ci sono tanti commenti su internet, alcuni sicuramente più qualificati del mio che non ha velleità critiche, ma rispecchia solo le mie sensazioni. Un commento molto interessante è quello di Andrea Camilleri, lo potete trovare su http://www.vigata.org/bibliografia/mennulara.shtml. Ciao. Rosa

venerdì 12 agosto 2011

lo strudel di mele


Care amiche e amici,
anche quest'anno siamo riuscite a trovarci ad agosto! Un bel record.
Lucia ci ha portato dei graditi saponi di Marsiglia, essendo stata appunto nell'omonima città francese, dove si è arrapicata con destrezza sulle calanche. Capite bene che è un po' difficile leggere in cordata.
Cristina ha letto di Valerio Varesi " La casa del comandante", un noir della collana da cui è stata tratta la serie Nebbie e delitti; il romanzo tuttavia non è all'altezza della fiction ( caso raro ).
Ancora, di Stephane Audeguy " Mio fratello Rousseau ", libro interessante, traduzione piacevole; di Stacey O'Brien "Wesley il gufo", storia vera di una ragazza cui viene affidato un gufo dei granai per accudirlo e crescerlo ( consigliato agli amanti della natura e di tutti gli animali ).
Rosa questo mese ha letto poco, solo 5 romanzi:
Un giallo di Elisabeth George, che non delude mai; "Tenera è la notte " di F.S. Fitzgerald, spaccato della società americana; " Il Club dei filosofi dilettanti " di Alexander Mc Call Smith, che pare non sia la nuova Agata Christie...."la Mannulara" di Simonetta Agnello Orby, ambientato in Sicilia nel 1963, gradevole racconto della società siciliana.
A questo punto abbiamo commentato il fatto che ci sono alcune scrittrici contemporanee del Sud molto valide ( altro esempio Michela Murgia ), anche se si tratta di autrici di "nicchia"non conosciute al grande pubblico. Interessante continuare ad esplorare questo filone...
Infine di Bulgakov " Le Uova fatali" , storia di una invasione fantascientifica, dove il Nostro affina ancora una volta le tecniche della satira e del grottesco.
Marisa continua il suo percorso nella letteratura russa con "Ivan lo scemo"di Tolstoj, gradevole racconto dove lo stupido del villaggio non è poi così stupido..
Ha poi terminato di leggere "Il Gattopardo" ( si torna sempre alla Sicilia, l'avete notato? ).
Personalmente sto leggendo Lolita di Nabokov del quale condivido l'apprezzamento già espresso da Rosa; il tema è delicato e scottante, ma trattato in modo mirabile; niente a che vedere col film che abbiamo visto tutti anni fa; per dirla in gergo modaiolo è un "must".
Prossimo libro che mi sono proposta di leggere è "Il Diario di Santa Faustina"; inoltre mi sono appuntata il titolo "Benvenuti al ballo della Vita " e devo approfondire di cosa si tratta.
Prossimo incontro Giovedì 29 settembre. Grazia, che non era all'incontro di ieri perchè in viaggio col marito, è pregata di venire. Ciao Grazia, aspettiamo di sapere cosa hai letto!
Per chi è interessata segue ricetta dello Strudel.
Ciao baci e buon Ferragosto Gloria

La ricetta originale dello strudel di mele dell’Alto Adige

3 mele di qualunque tipo
3 cucchiai di zucchero
pangrattato
Una bella manciata di uvetta
Buccia di limone
Un cucchiaino di cannella
Un cucchiaio di rum
Un etto di ricotta
80 g. di burro + un cucchiaio per le mele
Un pizzico di sale
1 etto di farina
Zucchero a velo

Sciogliere un cucchiaio di burro ed una manciata di pangrattato in un largo tegame; sbucciare
3 mele qualsiasi ( io preferisco le renette ); tagliarle a fette con l’ apposito utensile ( è la grattugia per fare le verdure julienne, nel mezzo c’è una fessura che serve apposta per fare a fette sottili le mele; altrimenti fare a mano delle fette molto sottili ).
Zuccherare le mele
Si rovesciano nel tegame con burro e pangrattato e si saltano un attimo per far evaporare il liquido.
Si aggiunge l’uvetta e la buccia di limone; possibilmente questa si ottiene con il riga limoni, che è una specie di forchettina con cui si riga proprio il limone.
Aggiungere la cannella ed il rum.
Preparare l’impasto con la ricotta ben scolata e la farina.
La pasta va tenuta un po’ in frigo, poi si stende tirandola molto sottile. Si mette nella teglia rettangolare; si mettono le mele, poi si chiude a portafoglio.
In forno a 200, 220° per 20 minuti
Aggiungere a cottura ultimata lo zucchero a velo, se piace








mercoledì 20 luglio 2011

Saluti dalla Svizzera

Care amiche ed amici,
mi trovo a Zermatt, nel Cantone Vallese, che si trova nella parte Centro - Sud della Svizzera, precisamente sul versante svizzero del Cervino, che qui chiamano Matterhorn. La macchina si lascia nel paese più vicino e si arriva solo con il treno, perchè Zermatt è bici-pedonale!! Una favola..Abbiamo preso un appartamento, seguendo le mie più recenti scoperte in fatto di alloggi- vacanza e ci stiamo trovando benissimo.
Ho finito di leggere Le piccole virtù di Natalia Ginzburg e ringrazio Cristina per avermelo suggerito; è una raccolta di racconti struggenti sulla vita di questa donna mai banale, che attraverso le prove durissime che ha affrontato, acquista una consapevolezza che diventa saggezza, senza mai scadere nella pedanteria. In " Ritratto d'un amico" racconta Cesare Pavese ritraendolo attraverso aneddoti e semplici tratti della vita quotidiana, così bene e così sottilmente che sembra di averlo conosciuto anche noi; in "Lui ed io" descrive il suo rapporto con il marito in chiave ironica, delineando i diversi gusti, i diversi caratteri; in realtà c'è tanto amore e tanta poesia, soprattutto sapendo la fine che ha fatto quest'uomo.
Ci sono libri che lasciano l'amaro in bocca, questo dà la sensazione di aver bevuto il thè fumante con un croissant all'albicocca ( e sempre resta il rimpianto di averlo già finito ).
Ora mi attende Lolita di Nabokov, consigliatomi da Rosa; so che non mi deluderà.
Saluto Marco, spero nostro nuovo lettore, di cui vi svelerò l'identità nel nostro prossimo incontro.
Se domani è bello prenderò il trenino a cremagliera che arriva a 3089 metri; aspetto una bella giornata di sole, perchè vorrei sciare!!! Evviva!!
Baci da
Gloria

domenica 19 giugno 2011

La Folie Baudelaire

Carissime amiche, sono ritornata dopo un bellissimo viaggio a Vienna, una città che, se non la conoscete, vi consiglio di visitare con calma e non con i soliti viaggi di tre giorni che vengono abitualmente proposti dalle agenzie turistiche. Noi ci siamo stati una settimana e ne abbiamo potuto vedere solo una parte, ma è comunque veramente affascinante! Per quanto riguarda la lettura mi fa piacere di aver fatto venire la voglia a Gloria di leggere "Lolita" perchè è veramente un libro scritto con grande perizia e con non ti lascia indifferente. Come spesso succede il film non gli ha reso giustizia e non ha saputo cogliere tutto la grande introspezione psicologica che c'è dietro. Inoltre gran parte del valore del libro sta proprio nella scrittura che solo con la lettura puoi apprezzare. Questo mese, a parte un paio di gialli di Elisabeth George (ormai credo che me ne manchino solo un paio...), ho letto un solo libro "La Folie Baudelaire" di Roberto Calasso. Parecchio tempo fa ce ne aveva parlato Lucia e mi aveva incuriosito sia perchè ho un ricordo molto bello della lettura delle poesie di Baudelaire già dai tempi del liceo, sia perchè avevo avuto l'occasione di rileggerle in tempi recenti, sia perchè avevo letto dello stesso autore "Le nozze di Cadmo e Armonia" che mi aveva veramente affascinato. Non è un testo semplice, è un saggio complesso che va letto a piccole dosi perchè l'Autore, attingendo da una grande quantità di fonti, ci offre un affresco completo della Parigi dell'epoca e dei suoi attori che, per chi come me, ne ha una cultura superficiale e non approfondita, non è facile da seguire e comprendere. Lo sforzo è ripagato ampiamente: Calasso ha una scrittura nitida e raffinata e una grande capacità di far penetrare nel profondo di un periodo storico e dei suoi artisti. Il saggio non parla solo di Baudelaire, ma degli altri scrittori, dei pittori e dei critici dell'epoca e sembra, accompagnati dalla sua penna, di respirare l'atmosfera dei Salons, degli studi, delle case, della vita parigina. Vi riporto dal sito di Adelphi questa sintesi "Al centro di questo libro si trova un sogno dove l'azione si svolge in un immenso bordello che è anche un museo. È l'unico suo sogno che Baudelaire abbia raccontato. Entrarvi è immediato, uscirne difcile, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo il sognatore ma ciò che lo circondava. Dove spiccano due pittori di cui Baudelaire scrisse con stupefacente acutezza: Ingres e Delacroix; e altri due che solo attraverso di lui si svelano: Degas e Manet. Secondo Sainte-Beuve, perdo e illuminato, Baudelaire si era costruito un «chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso», che chiamò la Folie Baudelaire («Folie» era il nome settecentesco di certi padiglioni dedicati all'ozio e al piacere), situandolo sulla «punta estrema della Kamčatka romantica». Ma in quel luogo desolato e attraente, in una terra ritenuta dai più inabitabile, non sarebbero mancati i visitatori. Anche i più opposti, da Rimbaud a Proust. Anzi, sarebbe diventato il crocevia inevitabile per ciò che apparve da allora sotto il nome di letteratura. Qui si racconta la storia, discontinua e frastagliata, di come la Folie Baudelaire venne a formarsi e di come altri si avventurassero a esplorare quelle regioni. Una storia fatta di storie che tendono a intrecciarsi – finché il lettore scopre che, per alcuni decenni, la Folie Baudelaire è stata anzitutto la città di Parigi." Vi segnalo inoltre anche il sito http://ettorefobo.blogspot.com/2009/01/la-folie-baudelaire-roberto-calasso.html dove è riportato un commento interessante. Se desiderate approfondire un periodo che ha segnato fortemente la letteratura e l'arte in generale e non avete fretta, leggetelo, è davvero una bella esperienza. Rosa

sabato 11 giugno 2011

26 maggio in giardino e altre storie

Il 26 maggio per la prima volta ci siamo riunite in giardino; non mi ero organizzata al meglio, perchè il tavolino intorno al quale ci siamo riunite è utilizzato abitualmente da 2 persone sole ( Giuliano ed io ) che ci rifugiamo, nella bella stagione, a leggere sotto l'albero, che come una nicchia ci protegge dal caldo e dalla vista dei vicini. Eravamo tutte e abbiamo conversato col sottofondo di uccellini e rane. A proposito l'albero si chiama Coccolus laurifolius....( potevo ricordarmelo?)
Lucia ci ha portato un breve saggio di Stephan Hessel, scrittore novantatreenne ma evidentemente ancora in gamba, titolo: Indignatevi. Invita i giovani a provare sdegno verso l'arroganza. Poi, di Willi Pasini: La seduzione è un'arma divina, dove la seduzione è intesa in senso più ampio di quella corrente.
Cristina ha commentato Padri e figli, già letto da Rosa, un confronto fra generazioni. Ci ha poi illustrato "Il Confessore di Cavour", di Lorenzo Greco, che racconta un Cavour diverso da quello studiato nei testi scolastici: interessante.
E ancora Le piccole virtù, di Natalia Ginzburg, che mi riprometto di leggere.
Grazia ha letto "Cronaca familiare" di Vasco Pratolini, romanzo bellissimo.
Cito infine brevemente le letture di Rosa, che riesce sempre a stupirci per la molteplicità e l'eterogenità di quanto legge:
Il lamento del bradipo, di Sam Savage, tragicomica raccolta di lettere di un tale che dirige una rivista letteraria;
La libreria del buon romanzo ( Cossè ),
Gesù di Nazareth ( Ratzinger ) testo molto impegnativo ( se lo dice Rosa...);
Con il Sari rosa ( Sampat Pal ), storia di una giovane indiana che fonda la gang rosa;
Sarà vero: la menzogna al potere, di Enrico Bonanno, storia di clamorose "bufale" storiche , dal Medioevo ai giorni nostri ( lo sto leggendo e devo dire a piccole dosi, non è un testo scorrevole e facile ).
Infine Lolita di Nabokov, che voglio rileggere assolutamente, in quanto, avendolo letto molti anni fa, lo confondo nel ricordo con la versione cinematografica, mentre sicuramente il romanzo supera il film.
Non ho preso appunti delle letture di Marisa, ricordo La sonata a Kreutzer del grande Tolstoj, spero di non sbagliare.
Ecco è tutto, scusate il ritardo, come al solito sono super presa tra mille cose; ora 2 volte alla settimana vado anche a camminare dopo cena con la mia vicina Susanna. Devo pensare solo a come sfruttare anche le ore di sonno e poi sono al completo.
Ci vediamo il 23 giugno: vogliamo stare dentro o fuori? Nel caso vinca il fuori ho già acquistato due grandi ciotole di citronella!!
Baci Gloria

giovedì 19 maggio 2011

Vacanza a Londra

Carissime,
sono tornata dalla mia breve vacanza a Londra, che mi è servita moltissimo a staccare la spina e rilassarmi, girando tra parchi, canali, paesini ed evitando il più possibile le solite mete affollate di turisti. Naturalmente in borsa avevo sempre un libro, per leggere nei parchi!!
Avevo preso un appartamento nella City, che si è rivelato una piacevole sorpresa: bellissimo, moderno, confortevole e soprattutto in un quartiere abitato dalla gente del posto, il che ci faceva sentire appartenere un po' anche noi alla comunità.
Il libro che ho scelto per il viaggio è Lessico famigliare, di Natalia Ginzburg, che narra la storia di una famiglia ebraica ed antifascista tra gli anni trenta e cinquanta del secolo scorso.
Il titolo si riferisce a quelle frasi, quei modi di dire che appartengono a una famiglia e che costituiscono quasi un cifrario segreto che solo all'interno della famiglia stessa viene compreso. E' un romanzo scritto sul filo della memoria. Dice la Ginzburg: " La memoria è labile e i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi e schegge di quanto abbiamo visto e udito ".
Già che mi trovavo sul posto ho acquistato un libro di McEwan, Solar, che ho iniziato a leggere a piccole dosi, viste le non poche difficoltà di comprensione linguistica. Comunque serve a ripassare!!
Un abbraccio e a presto.
Gloria

giovedì 5 maggio 2011

ultime notizie

Carssime,
come va? Ho avuto parecchi problemi con il computer, che non mi funzionava e quindi non potevo scrivere ne' rispondere agli auguri di Rosa. Grazie in ritardo!!
Ho terminato da tempo La morte di Ivan Il'ic di Tolstoj, del quale condivido i lusinghieri commenti. Le considerazioni sulla vita, sulla morte, sulla solitudine con cui dobbiamo in fin dei conti affrontare le prove della vita sono valide ora come cento o mille anni fa. Il protagonista solo allo stremo della vita riesce ad accettare l'idea della morte, quando si rende conto della finzione in cui ha vissuto tutta la sua esistenza. Il romanzo mi ha fatto riflettere ancora una volta su come sia frenetica ormai la nostra vita, in un affannoso avvicendarsi di impegni, trascurando spesso l'ascolto di un amico che ha bisogno, la visita ad un anziano, a volte persino un sorriso a chi ci passa accanto...
Ho poi acquistato ( per sbaglio ) Il lungo ritorno di Elisabeth George, in quanto volevo seguire il consiglio di Rosa ma non mi ero appuntata il titolo. Pazienza, lo leggerò successivamente.
La settimana prossima partirò per un breve stacco vacanziero: consigli su cosa portarmi da leggere in viaggio?
A Pasqua e Pasquetta ho avuto dei contrattempi che mi hanno reso di pessimo umore, spero con questi giorni di ferie di ritornare un po' su di morale. Un abbraccio a tutte
Gloria