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lunedì 6 febbraio 2012

letture varie

Complimenti a Cristina che con perseveranza ha finalmente pubblicato un post!!
E grazie delle informazioni sul canale che ci ha segnalato: speriamo che diano qualche altro sceneggiato di Maigret, anch'io sono una cultrice del genere...
Le nostre ultime letture ( o riletture ): Le regole della casa del sidro, riletto da Cristina.
Misery, di Stephen King, genere horror ma veramente notevole: è la storia di Paul Sheldon, scrittore di una serie commerciale con protagonista Misery, che a causa di un incidente si ritrova prigioniero di una psicopatica serial killer. Il libro è notevole perchè la storia, che si svolge praticamente in una stanza con 2 soli personaggi, riesce a creare un crescendo di suspence e di colpi di scena che cattura il lettore. Il protagonista si salverà proprio attraverso la scrittura del suo romanzo e questo, al di là della salvezza, gli darà la forza di resistere in condizioni estreme.
E ancora "Elogio dell'imperfezione" di Rita Levi Montalcini e il Vecchio e il Mare, classico di Hemingway.
Abbiamo deciso di ritrovarci il I marzo; nel frattempo mi è sopraggiunto un impegno di lavoro, quindi ci sentiremo via mail per concordare un'altra data.
Visto il tempo che fa chi può stia al calduccio a leggere!! Un bacio da
Gloria

venerdì 3 febbraio 2012

....eureka!

Care amiche, non potendo parlarvi ancora delle mie letture del mese, desidero segnalarvi una bella rubrica intitolata " La compagnia del libro " su tv 2000 canale 28 ogni mercoledì sera . é un canale che ho scoperto da poco,e mi piaceproprio per quelli che potrebbero essere definiti difetti :è una rete senza grandi pretese, un pò vintage, un pò retrò (che forse è la stessa cosa )., ma mercoledì, per esempio, ha trasmesso Maigret a Pigalle conGino Cervi , una vera chicca ! Se vi interessa il genere provare per credere .A presto Cristina

venerdì 27 gennaio 2012

saluto da Crstina

Provo a scrivere sul blog

sabato 14 gennaio 2012

Le regole della casa del Sidro

Il romanzo, di John Irving, narra la storia di Homer Wells, orfano cresciuto a St.Clouds sotto l'ala protettiva e la guida del dr. Larch. L'orfanotrofio, microcosmo isolato dal mondo, fa da sfondo all'intera vicenda; là il dottor Larch assiste le partorienti e pratica aborti, per impedire che donne sole e sventurate capitino tra le mani di macellai.
Il giovane Homer apprende dal suo "padre" e maestro i fondamenti della medicina e dell'ostetricia, ma non intende praticare aborti, pur rispettando chi fa questa scelta liberamente.
Un bel giorno parte, straziando il cuore del suo protettore e parte alla conoscenza del mondo, lavorando in un'azienda agricola che produce mele e sidro e conquistandosi l'affetto ed il calore di una famiglia. Conosce l'amore, il dolore, l'amicizia, la fatica del lavoro, mantendo però sempre un file rouge che lo lega alle sue origini, l'orfanotrofio e soprattutto il dottor Larch.
Alla fine, dopo aver trascorso la sua giovinezza ad aspettare... e poi si vedrà, è costretto a fare la scelta che deciderà del suo futuro.
Toccante il ritratto del mondo dell'orfanotrofio, dei bambini che aspettano di essere scelti, che la sera ascoltano la lettura di Davide Copperfield e il bacio del dottore.
Confesso che a un certo punto ho cercato di rallentare la lettura perchè mi ero affezionata ai personaggi, che non volevo lasciare... Bellissimo!

venerdì 23 dicembre 2011

La zia marchesa

E' il titolo del secondo romanzo di Simonetta Agnello Hornby, che con la Mennulara e Boccamurata costituisce una vera e propria trilogia.
Il romanzo è ambientato nella seconda metà dell'ottocento in Sicilia, nell'ambiente dell'aristocrazia terriera. La società è in preda a profondi mutamenti: il crollo del regno borbonico, la vendita dei beni ecclesiastici, il potere progressivamente assunto dalla mafia indeboliscono progressivamente la stessa aristocrazia. In questo contesto si svolgono le vicende di Costanza Safamita, figlia prediletta del barone Domenico, odiata peraltro dalla madre Caterina.
La voce narrante è quella di Amalia Cuffaro, la balia, che si alterna alla narrazione in terza persona. Costanza, prescelta dal padre per ereditare e gestire gli averi di famiglia, è costretta a cercare marito e si innamora di Pietro, nobile spiantato e poco o nulla attratto dalla moglie, che tuttavia sposa per necessità. Attraverso la difficile relazione col marito Costanza crescerà e acquisterà una nuova consapevolezza.
All'inizio di ogni capitolo l'autrice inserisce un proverbio siciliano; il siciliano, dice la Hornby, è la lingua della tenerezza, della rabbia e della saggezza, una lingua intima e domestica.

Prossimo incontro il 27 Gennaio 2012. Buon Natale Buon Anno!

domenica 11 dicembre 2011

Non tutti i bastardi sono di Vienna

Carissime, oggi vi propongo invece alcune riflessioni su un altro libro molto bello che ho letto in questo periodo, “Non tutti i bastardi sono di Vienna”, vincitore del premio Campiello di questo anno. Di solito sono un po’ prevenuta verso i vincitori dei premi letterari perché molte volte sono rimasta fortemente delusa, ma anche questa non è una regola assoluta, il titolo era intrigante e soprattutto la casa editrice era Sellerio, per cui non ho potuto fare a meno di acquistarlo. Una scelta giusta perché il libro è veramente bello, vale la pena leggerlo. Non conoscevo l’Autore, Andrea Molesini, per cui mi sono documentata e vi riporto quello che ho trovato : è docente all'Università di Padova di Letteratura Italiana Contemporanea, è uno degli autori per ragazzi più conosciuti e tradotti, ha curato e tradotto opere di poeti americani come ad esempio Ezra Pound. Insomma, anche se questo è il suo primo romanzo non è uno sprovveduto e questo si sente nella scrittura bella e scorrevole, nella capacità di coinvolgere il lettore e di non essere banale. Trattandosi di un romanzo storico ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, in particolare tra il 1917 e il 1918, tra la disfatta di Caporetto e la battaglia del Piave, era facile cadere nella retorica e negli stereotipi: Molesini invece a mio avviso è riuscito a essere originale, a partire dal titolo, ma anche nello svilupparsi del racconto. L’ambientazione non è rappresentata dalla trincea, ma da una villa signorile, Villa Spada, che trovandosi nelle vicinanze del fronte viene proiettata violentemente all’interno della guerra attraverso la requisizione della casa da parte prima dell’esercito tedesco e poi di quello austriaco. Sono i vincitori che dettano la loro legge sul vinto e svegliarsi con il nemico in casa, pranzare con lui, diventare ospiti del nemico nella propria casa, imprime una forte spinta alla crescita di Paolo, il giovane diciassettenne, voce narrante del romanzo. Intorno a lui una bellissima galleria di personaggi, vividi e reali, il nonno Guglielmo che si finge scrittore continuando a battere i tasti della sua “Belzebù”, la nonna Nancy intelligente e coraggiosa , la zia Maria fiera e nobile d’animo, il misterioso custode Renato, la cuoca Teresa con la figlia Loretta, la sensuale Giulia dai capelli rossi, il parroco, i popolani, forse più lontani dal mondo dei signori rispetto ai nemici, il capitano Korpium e il barone von Feilitzsch. Drammi piccoli e grandi si susseguono in un crescendo di violenza perché ogni brutalità innesca una spirale difficile da fermare. La guerra viene vista in tutta la sua crudeltà e insensatezza, stravolge tutto, la vita dei popoli e la vita delle persone, dopo la guerra infatti niente sarà più come prima per nessuno. Il Piave in piena sarà l’ultimo baluardo di un impero, quello austro-ungarico, che sta per crollare, cambiando il volto dell’intera Europa. “Le vostre parole, generale, mi toccano davvero” disse la zia fra lo stupore di tutti “perché anche voi, come me, vivete in un mondo che non c’è più” . E’ la fine dei privilegi di un’aristocrazia secolare, l’avvento di nuove classi sociali, ma anche questo cambiamento non muterà l’uomo e alla fine già si palesa lo spettro di una nuova guerra. Anche Paolo, prima semplice spettatore, è costretto a crescere, a confrontarsi con la morte “Pensavo allo sfacelo della seconda armata, più che alla villa invasa, ripensavo a quel fiume ininterrotto di contadini e di fanti: i carri dei poveri, le auto dei generali, i feriti abbandonati nei fossi. Non avevo mai visto tanti occhi devastati dal terrore. Gli occhi delle donne con i fagotti al collo, fagotti inerti, e fagotti gementi; non riuscivo a credere che il dolore di tutto un popolo in fuga, a cui fino allora non mi ero reso conto di appartenere, potesse toccarmi così dentro, e diventare mio, il mio dolore”. Un romanzo di guerra? O forse di formazione? Un romanzo storico? Un affresco d’epoca? Forse tutte queste cose o forse un romanzo semplicemente sull’Uomo, sulle sue virtù come la dignità, la fierezza, l’eroismo, l’altruismo, il coraggio, ma anche sulle sue debolezze, le sue paure, la sua fragilità, che si trovano da entrambe le parti perché del resto non tutti i bastardi sono di Vienna. Ciao a tutte. Rosa

venerdì 9 dicembre 2011

Incontro natalizio

Ciao a tutte,

so che Rosa è ammalata e le faccio l'augurio di pronta guarigione; spero che almeno riesca a leggere, tanto per trovare un lato positivo nella malattia...

Ricordo che abbiamo fissato l'incontro per il 16; la proposta è quella di portare ciascuna un libro e scambiarcelo per regalo. Che ne dite? L'idea è di Grazia e a me sembra veramente simpatica!
A presto
Gloria