venerdì 30 gennaio 2009
una stanza tutta per gli altri
L'ho appena acquistato e non vedo l'ora di iniziarlo.
Vi ricordo che il nostro prossimo incontro sarà lunedì 2 marzo.
Vi informo che stasera alle 21 su rete 4 trasmettono " Orgoglio e Pregiudizio " e venerdì 6 febbraio su Sky "Il Club di Jane Austen", dove 5 donne e un uomo si riuniscono per parlare dei romanzi della celebre scrittrice.
Spero che possiate vederli, così ne discuteremo insieme.
Un caro saluto a tutte, in particolare ad Enrica.
Gloria
venerdì 16 gennaio 2009

care amiche, dopo aver iniziato "Il taccuino d'oro " di Doris Lessing ho interrotto la lettura perchè mi risultava di scarso interesse. Per caso, durante una fila alle Poste, ho acquistato, della stessa autrice, "l'abitudine di amare", una raccolta di racconti che mi sta risultando molto più piacevole.
Appuntamento al 26 gennaio. Ciao Gloria
venerdì 28 novembre 2008
rosso vermiglio
Moltissimi i titoli di cui si è parlato nell'incontro di giovedì scorso: La confraternita dell'uva di John Fante, Artemisia di Anna Banti, che narra di Artemisia Gentileschi, pittrice del '500 nonchè antesignana delle femministe. E ancora L'estate torbida di Lucarelli, una storia che vede protagonista il commissario De Luca e che sempre Cristina ci consiglia.
Ricordiamo ancora le fiabe di Oscar Wilde, di cui Rosa ci ha parlato nel precedente post, così come Il fastasma di Canterville.
Lucia ha presentato una lettura particolare e interessante "Kore sprofonda negli inferi" di Mari Ela Panzeca, testo scritto da una psichiatra che legge nel mito di Kore l'anoressia.
Altre letture consigliate I delitti di via Melina Sidonia ( Piazzese ), giallo ambientato in Sicilia e "una stanza tutta per se" di Virginia Wolfe, tema sul quale abbiamo discusso in quanto ognuna di noi vorrebbe avere in effetti questo spazio personale in casa, che quasi sempre per noi manca.
Personalmente ho raccontato di " Sulla strada " di Kerouac, mitico manifesto della beat generation che ho letto volentieri, anche se il tempo delle scorribande sulle strade della California per me è ormai irrimediabilmente andato... lo consiglio perchè penso che l'inquietudine della giovinezza, il cercare di afferrare il senso della vita in giro per il mondo siano propri di tutte le generazioni, passate e presenti.
Ci troveremo il 22 dicembre, lunedì. Mi sono ricordata dopo che quel giorno alle 18 e 30 ho un impegno cui non posso rinunciare, per cui ci dovremo salutare prima del solito. Scusatemi; lascerei comunque quel giorno viste le difficoltà a metterci d'accordo sulla data. Ciao a tutte.
Gloria
martedì 25 novembre 2008
Letture di novembre
Le letture di novembre sono dedicate a chi ha pochi spazi da dedicare alla lettura e perciò hanno come denominatore comune la brevità.
Durante questo mese mi è venuto in mente di rileggere Oscar Wilde ed in particolare la componente “fiabesca” della sua opera: le fiabe presenti in due raccolte, “Il Principe felice ed altri racconti” e “La casa dei melograni”, ed il bellissimo racconto “Il Fantasma di Canterville”, entrati a far parte della letteratura dedicata ai bambini, ma in realtà una lettura per gli adulti. Apparentemente le storie di Wilde appartengono al genere fiabesco: i personaggi sono quelli tipici delle fiabe, principi, mendicanti, sirene, animali parlanti, …, così come il ritmo ed il tempo della narrazione, ma in realtà della fiaba hanno solo l’atmosfera. Lo stile è quello tipico dello scrittore, raffinato ed elegante, con una prosa bellissima, soprattutto nella prima raccolta; i temi sono più vicini al mondo degli adulti che a quello dei bambini come l’indipendenza dell’arte dalla morale, l’arte come evasione dalla grettezza del mondo moderno, la superiorità della parola sull’azione, la critica sociale. Non c’è il lieto fine, può non esserci una morale e se c’è non è quella che ci aspettiamo. Siamo insomma ben lontani dall’esplicito intento didattico di Andersen. “Il Fantasma di Canterville” è un racconto eccezionale, brillante, con una prosa scorrevole, umoristico, ma senza eccessi, imperniato sull’incontro tra due culture agli antipodi, la vecchia, solida, inamovibile ed imperturbabile realtà britannica contrapposta con la nuova emergente società americana convinta di conoscere la soluzione a tutti i problemi e di poter superare qualsiasi ostacolo. La famiglia Otis, americana, moderna e pragmatica, compra il castello dell’antica famiglia aristocratica dei Canterville compreso il fantasma che lo infesta. Passato e futuro si scontrano, due mondi divisi descritti con ironia, ma alla fine si incontreranno attraverso Virginia, la figlia degli Otis che, comprendendo il fantasma ed il suo dramma, spezzerà una maledizione antica di secoli. Il racconto è quindi giocato e costruito su due piani di lettura paralleli ed allo stesso tempo intrecciati tra di loro: quello della fiaba fantastica (ambientazione, personaggi) e quello della satira sociale e politica. Se non lo avete mai letto vi consiglio di leggerlo perché ne vale la pena!
Sempre restando nell’ambito dei racconti brevi vi faccio altre due proposte. La prima riguarda un breve romanzo di un autore francese, Maxence Fermine, “Neve”, una delicata favola ambientata in un Giappone feudale idealizzato in cui il candore dell’inverno accompagna la crescita artistica e interiore del protagonista, il giovane poeta Yuko Akita. I suoi haiku, antiche poesie di tre versi e diciassette sillabe, sono bellissimi, bianchi come la neve, ma potranno riempirsi di colore solo quando il giovane, scoprirà il colore dentro se stesso. I temi non sono nuovi, la ricerca di se stessi e del senso della vita, il viaggio come momento di ricerca e di crescita, l’amore e la morte, così come alcune affermazioni appaiono un po’ scontate, ma il romanzo è comunque molto bello per l’atmosfera con cui, attraverso i brevi capitoli, questa esperienza interiore viene descritta. Forse merito dello stile, non banale, scorrevole, delicato, fatto anche di sospensioni e spazi bianchi, come avviene in alcune opere poetiche, forse della musicalità delle parole.
Presenta alcuni tratti in comune, “Seta” di Alessandro Baricco: anche qui il Giappone, il mondo delle illusioni rispetto alla Francia che rappresenta il mondo della realtà, il viaggio, l’amore, la morte; anche qui capitoli brevi con frasi corte e ricche di simboli. Il protagonista è Hervè Joncour, un uomo che assiste alla propria vita “osservandola come una giornata di pioggia”. Il romanzo è scandito nello scorrere del tempo da alcune frasi che si ripetono come un filo conduttore, anche il viaggio viene descritto sempre con le stesse immagini, cambia solo il nome del lago Baikal, prima il mare, poi il demonio e l’ultimo, infine il santo. E proprio sulle rive di un lago, dove Hervè vede scorrere la sua vita, si conclude il romanzo.
Ciao, a giovedì
martedì 28 ottobre 2008
prossimo incontro
il prossimo incontro è fissato per GIOVEDI' 27 NOVEMBRE.
Cosa state leggendo? Rosa ha proposto " Aspetta Primavera Bandini ", del mitico John Fante ( abbiamo già parlato di Chiedi alla polvere ). Personalmente ho iniziato "On the road " di Kerouac, è uno di quei libri che vanno letti...vi saprò dire.
Comunque aspetto suggerimenti. Per chi ama i gialli consiglio "Quello che ti meriti" di Anne Holt, scrittrice norvegese di cui ho acquistato appunto questo romanzo al Pisa Book Festival. E' una psicologa criminale che è stata anche Ministro della Giustizia. La vicenda si snoda in lungo e largo per la Norvegia, da Oslo a Tromso, così ho potuto un po' viaggiare con la fantasia...
Gloria
domenica 7 settembre 2008
In attesa del prossimo incontro
Carissime amiche vi aggiorno, prima dell’incontro di settembre, sulle mie letture estive. Vi segnalo intanto un altro libro di Camilleri, “Privo di titolo”, appartenente al filone dei romanzi di ambientazione storica e decisamente originale per la sua struttura. Il romanzo è stato costruito su due reali fatti di cronaca e l’Autore intreccia nella narrazione elementi veritieri ed altri frutto di invenzione. La narrazione si apre con un ricordo d’infanzia: siamo nel 1941 a una manifestazione commemorativa di un caduto fascista, ma, rapidamente, il lettore viene posto, in un lunghissimo flashback, dentro la lontana vicenda accaduta vent’anni prima, nel 1921. Questa viene raccontata come se fosse la scena di un film: prima sono introdotti e descritti in modo incisivo i personaggi, poi la storia dell'agguato, una vera e propria “notte degli imbrogli” narrata in modo veramente originale tramite la moviola, i fermi immagine, i campi lunghi, i primi piani, mentre l'io narrante analizza i dettagli della scena che avranno una grande importanza nell'indagine. Alle parti di narrazione, secondo uno stile spesso utilizzato da Camilleri, si alternano documenti, verbali delle interrogazioni, testimonianze, articoli di giornale. Bellissimo in questi documenti l’utilizzo della lingua, una vera e propria “lingua fascista” ricca di retorica esaltatoria e toni propagandistici. E’ un romanzo centrato sulla mistificazione e non a caso, all’interno della vicenda, si inserisce la beffa spettacolare, ingegnosa, quasi surreale della cittadina di Mussolinia, costruita in onore al Duce e che esiste solo nell’illusione di un fotomontaggio. Su tutto però predomina la pietà che accomunale due vittime, l’accusato, innocente e perseguitato, e l’eroe fittizio, inconsapevole e defraudato della dignità di 'semplice morto privo di titolo'. Un consiglio, non perdetevelo!
Ho poi letto “L’armata perduta” di Valerio Massimo Manfredi: alla base di questo libro vi è l’Anabasi di Senofonte che documenta il viaggio che i diecimila mercenari greci che affrontarono il re persiano Artaserse nel IV secolo a.C. che l’Autore, archeologo e docente universitario, ha tradotto oltre ad aver studiato di persona i posti descritti nell’opera greca. Non aspettatevi un’opera letteraria, ma è una lettura piacevole e scorrevole, con una storia di fantasia, basata però su concreti fatti storici, capace di appassionare e di dare emozioni. Se penso alla noia mortale di tradurla al liceo!
La narrazione è particolare perché fatta da una donna, Abira che racconta, attraverso quindi il suo personale e particolare punto di vista, le atrocità della guerra, le insidie della natura, oltre che l’eroismo e l’onore dei “diecimila”. Sono proprio quest’ultimi, nella loro totalità, i veri protagonisti del romanzo.
Infine, per tornare alla letteratura, ho seguito il consiglio di Gloria (troverete il suo commento in un vecchio post) ed ho letto i “Vicerè” di Federico De Roberto, un romanzo che fu considerato dalla critica pesante, poco avvincente e non originale. A me è piaciuta invece la narrazione delle vicende dei principi di Francalanza, incatenati tra loro solo dal privilegio della casta e dalla difesa della loro superiorità sociale; sono descritti infatti mirabilmente, in modo da renderli palpabili, le meschinità, le inimicizie, la bramosia, i conflitti che dilaniano la famiglia. Pervade il romanzo l’immobilità della storia ed il disprezzo per la nobiltà borbonica che si coniuga però all’amaro disincanto per la Nuova Italia (da questo romanzo sicuramente sono stati tratti degli spunti per “Il Gattopardo”): i valori sono comunque la ricchezza, cercare il proprio interesse, raggiungere il potere, calpestando tutto e tutti e, come non si può fare a meno di pensare anche al mondo contemporaneo?
Un bacio a tutte
Rosa
